Lavoro intermittente e straordinari

Non è possibile non applicare al lavoratore intermittente (cd a chiamata) la disciplina in materia di orario di lavoro, nel caso effettui lavoro straordinario. Il Ministero del lavoro ha risposto con l’interpello n.6/18 ad un quesito che riguardava l’ipotesi di superamento delle 40 ore settimanali, per un lavoratore a chiamata, con possibilità di erogare unicamente il controvalore per la prestazione svolta come se si trattasse di regime di orario ordinario di lavoro e non anche la maggiorazione per lavoro straordinario prevista dalla contrattazione collettiva.

Il Ministero, nel rispondere all’interpello, ha ricordato che il Dlgs n. 66/03 definisce lavoro straordinario quello prestato oltre il normale orario di lavoro pari a 40 ore settimanali, o altro definito dai contratti collettivi, senza prevedere una durata massima giornaliera dell’orario di lavoro. La stessa norma stabilisce che il ricorso a prestazioni di lavoro straordinario deve essere contenuto, con la possibilità per i contratti collettivi di regolamentare le modalità di esecuzione delle prestazioni di lavoro straordinario, fermi restando i limiti di durata massima settimanale dell’orario di lavoro.

E’ considerato orario di lavoro qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni. Tale disciplina, quindi, si applica a tutte le forme di lavoro subordinato.

Il lavoro a chiamata prevede che il trattamento economico del lavoratore sia regolato dal principio di proporzionalità, cioè deve essere determinato in base alla prestazione effettivamente eseguita e dal principio di non discriminazione. Lo stesso non deve ricevere, per i periodi lavorati, un trattamento economico e normativo complessivamente meno favorevole rispetto al lavoratore di pari livello. Nei suoi confronti, inoltre, trovano applicazione in misura “proporzionale” gli istituti normativi del lavoro subordinato (retribuzione globale, ferie, malattia e infortunio, congedo di maternità e parentale).

Pertanto, la facoltà concessa dalla legge al datore di attivare il contratto intermittente rispetto ad esigenze e tempi non predeterminabili, non consente di escludere l’applicazione delle disposizioni in materia di lavoro straordinario e delle relative maggiorazioni retributive, nel rispetto delle disposizioni del Dlgs n. 66/03 e di quanto eventualmente previsto dal contratto collettivo applicato. Tutte le informazioni sono reperibili preso il nostro Studio.

Pubblicato in Notizie, Prassi, Utilità | Lascia un commento

ESONERO CONTRIBUTIVO PER ASSUNZIONI 2019 – 2020

E’ stata prevista l’introduzione di una nuova forma di esonero previdenziale in favore dei datori di lavoro privati che effettueranno, nel biennio 2019-2020, assunzioni di lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti.

La riduzione contributiva sarà pari al 50% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per il medesimo rapporto, con esclusione dei premi e contributi relativi all’INAIL, nel limite massimo di importo pari a 3.000 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile e per un periodo massimo di 36 mesi. Per potere usufruire dell’incentivo, il lavoratore al momento dell’assunzione dovrà avere un’età inferiore ai 35 anni (34 anni e 364 giorni) e non avere mai avuto in passato rapporti di lavoro a tempo indeterminato, con lo stesso datore che procede all’assunzione esonerata, o con altri datori.

Ricordiamo che non costituiscono causa ostativa al godimento del beneficio, i periodi di apprendistato svolti presso altri datori di lavoro, ma solo nel caso in cui non siano proseguiti in rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Le modalità pratiche di fruizione della riduzione sono rimandate ad un apposito decreto interministeriale, da emanarsi entro sessanta giorni dal 12.8.18, data di entrata in vigore della Legge n. 96/18.

Questo nuovo esonero ricalca quello già esistente previsto dall’art. 1, commi da 100 a 108  e da 113 a 115 della Legge n. 205/17 che concede la medesima agevolazione alle assunzioni effettuate nel corso dell’anno 2018 (assunzione di under 35), o meno di 30 anni di età per le assunzioni effettuate dal 2019 che non abbiano mai avuto un contratto a tempo indeterminato precedentemente, con una riduzione contributiva pari al 50% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per il medesimo rapporto (con esclusione dei premi e contributi relativi all’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali) per un periodo massimo di 36 mesi e misura massima della riduzione pari a 3.000 euro su base annua.

Emergono, tuttavia, alcune differenze non riporta la specifica esclusione dall’agevolazione dei lavoratori domestici e degli apprendisti, né la condizione per il datore incentivato di non aver effettuato, nella stessa unità produttiva, licenziamenti nei 6 mesi precedenti la nuova assunzione. Tutte le informazioni potranno essere richieste al nostro Studio .

Pubblicato in Normativa, Notizie, Utilità | Lascia un commento

Lavoro occasionale nel TURISMO come cambia dopo il decreto dignità

 Modificata la normativa delle prestazioni occasionali (ex voucher) allo scopo di favorire il lavoratore nell’ambito dell’attività svolta con questo sistema. La nuova norma consente alle aziende alberghiere e alle strutture ricettive operanti nel settore del turismo, che hanno alle proprie dipendenze fino a 8 lavoratori subordinati a tempo indeterminato, di ricorrere al contratto di lavoro occasionale.

Le prestazioni devono però essere rese da titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità, o da giovani con meno di 25 anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado o a un ciclo di studi presso l’Università, disoccupati, percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI), o di altre prestazioni di sostegno del reddito.

Resta fermo, invece, il divieto di ricorrere alle prestazioni occasionali per i datori, rientranti negli altri settori di attività, che occupano più di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato.

È quindi importante determinare il momento esatto in cui questo conteggio deve essere effettuato, nonché le modalità di computo dei lavoratori stessi. I lavoratori assunti con contratto di apprendistato non vanno conteggiati nella forza aziendale a tempo indeterminato.

Per i lavoratori a tempo parziale il calcolo sarà in proporzione alla durata della prestazione lavorativa. Ai fini della verifica della sussistenza delle condizioni la media semestrale dei dipendenti a tempo indeterminato riferita al periodo che dall’ottavo al terzo mese antecedente la data di svolgimento della prestazione lavorativa, va calcolata sulla base del dato effettivo, senza operare alcun arrotondamento.

Altra modifica riguarda la comunicazione preventiva che l’utilizzatore è tenuto a trasmettere almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione. In tale fattispecie, infatti, se si tratta di imprenditore agricolo, di azienda alberghiera o struttura ricettiva che opera nel settore del turismo o di ente locale, l’utilizzatore ha l’onere di comunicare la data di inizio, le ore presunte e la durata della prestazione con riferimento a un arco temporale non superiore a 10 giorni. Ferma restando la responsabilità dell’utilizzatore, le somme utilizzabili per compensare il prestatore, potranno essere versate anche tramite un Consulente del Lavoro.

Tutte le notizie utili sono reperibili presso il nostro Studio.

Pubblicato in Normativa, Notizie, Utilità | Lascia un commento

SOFTWARE GRATUITO PER PER LEGGERE LE FATTURE IN FORMATO XML: ASSOINVOICE

AssoSoftware, l’associazione nazionale dei produttori di software gestionale e fiscale per imprese, intermediari e PA, ha rilasciato uno specifico tool di visualizzazione dei file fattura in formato Xml chiamato AssoInvoice in formato più simile agli standard commerciali.

Il programma a è liberamente scaricabile dal sito dell’Associazione cliccando

sul link:http://www.assosoftware.it/assoinvoice, ed è installabile sui propri pc (è compatibile con sistemi operativi Windows, Mac e Linux) da parte di qualsiasi operatore, pubblico o privato, interessato a consultare agevolmente le fatture Xml.

Dopo aver installato il programma, bisogna scegliere la cartella di lavoro che contiene i file delle fatture elettroniche da visualizzare e Assoinvoice permetterà la visualizzazione delle controparti (cedente/prestatore e committente) contenute nei vari file e le rispettive fatture emesse o ricevute.

È consentita la visualizzazione delle fatture impostando come filtri di ricerca sia le anagrafiche sia l’anno e il mese della data documento.

L’utente può:

  • visualizzare o scaricare anche eventuali allegati inclusi nei file Xml;
  • visualizzare la presenza della firma digitale apposta sulla fattura e il nominativo del soggetto firmatario;
  • conoscere se il file risulta allegato a un messaggio di posta elettronica (estensione .eml).

La particolarità di AssoInvoice consiste nella creazione del foglio di stile, appositamente ideato e realizzato da AssoSoftware, che permette la rappresentazione del contenuto della fattura Xml in un formato molto simile ai formati classici di fatture “cartacee” in uso presso le aziende.

È possibile visualizzare la fattura in due modalità:

  • forma “semplificata”, che evidenzia solo i dati fiscalmente rilevanti,
  • forma “completa”, con l’aggiunta anche delle informazioni gestionali facoltative.
  • forma “ministeriale” che utilizza il foglio di stile classico della fattura elettronica, in formato elenco, messo a disposizione da Sogei.

Le fatture, una volta visualizzate, possono essere anche stampate su supporto cartaceo.

È possibile comunicare osservazioni e suggerimenti ad Assosoftware scrivendo all’apposita casella email assoinvoice@assosoftware.it.

In conclusione, AssoInvoice, rappresenta un “e-reader” della fattura Xml realizzato da AssoSoftware per consentire alle aziende meno strutturate di poter utilizzare il nuovo formato digitale della fattura in modo semplice e consapevole limitando eventuali errori.

Pubblicato in Utilità | Lascia un commento

Inps: nuovo servizio online per aziende e consulenti. – Verifica consumo CIG Ordinaria

Prima di presentare la domanda di cassa integrazione sarà possibile verificare il consumo di ore di cassa integrazione ordinaria (cigo)

Dal 1° novembre aziende e consulenti potranno verificare sul sito internet dell’Istituto il consumo di ore di cigo e controllare se il periodo che intendono richiedere rispetta i limiti di legge.

Una guida allegata al messaggio Hermes n. 3566, pubblicato oggi sul sito, spiega le modalità di accesso e utilizzo del nuovo servizio telematico.

Il messaggio informa anche che dal 1° novembre sarà eliminato il “file CSV” (l’elenco dei lavoratori dell’unità produttiva interessata alla cigo), allegato finora obbligatoriamente alla domanda di autorizzazione.

Le informazioni contenute nel file verranno infatti reperite dai dati forniti con i flussi UNIEMENS dei sei mesi precedenti l’inizio del periodo di cigo richiesto. L’azienda dovrà solo indicare i nominativi dei lavoratori beneficiari dell’integrazione salariale, con le modalità descritte nel messaggio Hermes n.3566.

Pubblicato in Notizie, Prassi, Utilità | Lascia un commento

FORMAZIONE OBBLIGATORIA PER LE AZIENDE INDUSTRIALI DEL SETTORE METALMECCANICO

Con l’entrata in vigore del rinnovo del CCNL Metalmeccanica aziende industriali dello scorso 26 novembre 2016, è stato introdotto il diritto dei lavoratori alla formazione continua.

DESTINATARI E DURATA

Destinatari del diritto sono tutti i lavoratori a tempo indeterminato in forza indipendentemente dalla data di assunzione) nel primo biennio di ogni ciclo triennale.

I percorsi formativi, della durata di almeno 24 ore pro capite in coincidenza con l’orario contrattuale di lavoro, dovranno svolgersi entro il terzo anno del medesimo ciclo triennale.

In fase di prima applicazione le aziende hanno, dunque, tempo per programmare le attività formative per i dipendenti in forza fino al 31 dicembre 2018 e svolgere i percorsi formativi entro il 31 dicembre 2019.

FORMAZIONE INTERNA O ESTERNA

La formazione potrà essere gestita direttamente dall’azienda.

Le aziende possono, infatti, organizzare, anche mediate il supporto dei Fondi Interprofessionali cui aderiscono, corsi di formazione interni, garantendo ai dipendenti L’apprendimento delle materie ritenute più utili per lo svolgimento del lavoro.

Trattandosi di un adempimento contrattuale è consigliabile adottare un sistema di tracciabilità della formazione svolta nel triennio, registrando tutte le iniziative a cui partecipino i lavoratori.

Nel caso in cui l’azienda non si attivi per organizzare corsi di formazione interni, il lavoratore avrà diritto di ricercare e partecipare a corsi di formazione all’esterno dell’impresa: in questo caso, le ore di formazione resteranno per due terzi a carico dell’azienda (16 ore) e per un terzo a carico del lavoratore (8 ore) e la formazione dovrà essere volta all’acquisizione di competenze trasversali, linguistiche, digitali, tecniche o gestionali, impiegabili nel contesto lavorativo. Qualora le iniziative formative individuate dal lavoratore prevedano un costo di frequenza, l’azienda dovrà sostenerne il costo fino ad un massimo di 300 euro a dipendente nel triennio.

ESCLUSIONI

La formazione obbligatoria in materia di sicurezza di cui all’art. 37 del D.Lgs. n. 81/2008 non è contemplata all’interno del percorso di formazione continua previsto dal CCNL e dovrà comunque sempre essere effettuata a parte.

Pubblicato in Normativa, Utilità | Lascia un commento

Tracciabilità delle retribuzioni, definite altre modalità di pagamento

L’Ispettorato nazionale del lavoro (INL) interviene nuovamente, con la nota n.7369/18, sulla tracciabilità dei pagamenti ritenendo conforme alla disposizione anche l’ipotesi in cui il pagamento delle retribuzioni venga effettuato al lavoratore in contanti presso lo sportello bancario, ove il datore di lavoro abbia aperto e risulti intestatario di un conto corrente o conto di pagamento ordinario soggetto alle dovute registrazioni. Ricordiamo che dal 1° luglio 2018 datori di lavoro o committenti devono corrispondere le retribuzioni solo con mezzi tracciabili.

Secondo l’INL il pagamento delle retribuzioni con lo strumento del “vaglia postale”, inoltre, può ritenersi valido, purché siano rispettate le condizioni e le modalità stabilite dalle norme secondo le quali gli assegni circolari, vaglia postali e cambiari sono emessi con l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità e il rilascio di assegni circolari, vaglia postali e cambiari, di importo inferiore a 1.000 euro può essere richiesto, per iscritto, dal cliente senza la clausola di non trasferibilità e vengano esplicitati nella causale i dati essenziali dell’operazione (indicazione del datore che effettua il versamento e del lavoratore/ beneficiario, data ed importo dell’operazione ed il mese di riferimento della retribuzione).

Per quanto riguarda l’indennità di trasferta, come già anticipato da Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro sia con l’approfondimento dell’8 giugno 2018, sia con le prime FAQ del 3 agosto 2018, in considerazione della natura “mista” della stessa (risarcitoria e retributiva solo quando superi un determinato importo ed abbia determinate caratteristiche), l’INL ritiene comunque necessario ricomprendere le relative somme nell’ambito degli obblighi di tracciabilità, diversamente da quello che avviene rispetto a somme versate esclusivamente a titolo di rimborso (chiaramente documentato) che hanno natura solo restitutoria.

Le verifiche ispettive sono, innanzitutto, volte ad escludere la corresponsione della retribuzione in contanti direttamente al lavoratore, attraverso l’acquisizione di prove anche documentali attestanti l’utilizzo degli strumenti di pagamento previsti dalla norma.

Nell’ipotesi in cui risulti dubbia l’effettiva corresponsione della retribuzione attraverso tali strumenti, gli organi di vigilanza possono procedere ad un controllo ulteriore che si differenzia nelle modalità in base al sistema di pagamento adottato. La nota INL indica diverse ipotesi.

Tutte le informazioni sono reperibili presso il nostro Studio.

 

Pubblicato in Prassi, Utilità | Lascia un commento

Verifica della regolarità contributiva per fruire delle agevolazioni

DPA INPS

DPA – DICHIARAZIONE PREVENTIVA DI AGEVOLAZIONE

Al via un nuovo sistema per la verifica preventiva di regolarità. I benefici normativi e contributivi sono subordinati al possesso, da parte dei datori di lavoro, del documento unico di regolarità contributiva (DURC), fermi restando gli altri obblighi di legge ed il rispetto degli accordi e CCNL.

 

L’INPS, al fine di consentire un sistema di maggiore garanzia per le aziende, che avendo titolo alle agevolazioni devono essere in possesso della regolarità contributiva attestata dal Durc nel momento della loro fruizione, è stato realizzato il sistema Dichiarazione Preventiva di Agevolazione (DPA) attraverso il quale è possibile anticipare l’attivazione della verifica ed acquisire l’esito del Durc a partire dal mese in cui l’agevolazione/beneficio viene fruito. Ciò consentirà sia di ridurre la gestione del recupero delle agevolazioni fruite, in presenza di attestazione di irregolarità contenuta nel Documento Verifica regolarità contributiva, sia di assicurare che la verifica non venga posta in essere in un momento successivo rispetto a quello della concreta fruizione dell’agevolazione denunciata nei flussi UniEmens correnti, o in quelli di variazione.

Dal 9 luglio 2018 il sistema DPA prevede che l’azienda dichiari, attraverso un modello telematico in applicazione DiResCo, la volontà di usufruire delle agevolazioni a partire dal mese in cui ne ha diritto e per tutto il periodo di permanenza del titolo medesimo.

La dichiarazione deve avvenire entro il giorno precedente la scadenza del pagamento della denuncia stessa. L’esito della verifica di regolarità sarà registrato sul sistema DPA e fornirà all’utente esterno la conferma circa la legittimità della fruizione dei benefici.

Resta fermo che, in assenza della preventiva dichiarazione a cura dell’azienda interessata o del proprio intermediario, qualora a seguito della elaborazione di un flusso UniEmens sia evidenziata almeno una agevolazione, il sistema DPA attiverà l’interrogazione della procedura Durc On Line e l’esito della verifica di regolarità sarà gestito ai fini della conferma o del recupero di quanto indebitamente fruito a titolo di benefici/agevolazioni.

Tale nuova modalità, secondo l’INPS, garantisce la visibilità e la trasparenza delle risultanze interne della verifica nei confronti delle aziende e dei loro intermediari che consente l’avvio di una risposta attiva ai fini della rimozione delle situazioni anomale.

SITO INPS NOTA

Messaggio INPS n. 2648 del 02-07-2018

Messaggio INPS n. 3082 del 03-08-2018

 

Pubblicato in Notizie | Lascia un commento

STEWARD STADI – SI ALLE PRESTAZIONI OCCASIONALI SOCIETÀ SPORTIVE: ARRIVANO I CHIARIMENTI DELL’INPS

 

 

L’INPS con la circolare n.95 del 04/8/2018 ha fornito indicazioni in merito all’applicazione delle nuove norme introdotte dalla Legge di Bilancio 2018 per l’utilizzo delle prestazioni occasionali da parte delle società sportive.

L’Istituto ha chiarito che nei confronti delle società sportive che impiegano steward negli stadi non si applicano i limiti fissati dalla legge di stabilità 2018 sul lavoro occasionale in ordine alla somma annuale massima erogabile complessivamente.

Attualmente il lavoro occasionale – denominato PrestO (prestazione occasionale) è utilizzabile nel rispetto dei seguenti limiti:

1) compenso massimo annuo per il lavoratore percepibile dal medesimo utilizzatore = Euro 2.500, elevato a 5.000 per gli steward;

2) somma annuale massima che un utilizzatore può corrispondere alla totalità dei prestatori = Euro 5.000).

Per effetto di questa interpretazione le società sportive professionistiche – di cui alle legge 91/81 – potranno ingaggiare un numero illimitato di steward avendo solo cura di non superare, per ciascuno di loro il limite dei 5.000 Euro annuali senza preoccuparsi invece del limite di cui al punto 2, ossia del totale dei compensi erogabili imposto agli altri committenti.

Vediamo di seguito come accedere alle prestazioni occasionali.

Prestazioni occasionali società sportive: i soggetti coinvolti

L’INPS con la circolare n. 95 del 14 agosto 2018 ha chiarito che possono rientrare nell’ambito delle prestazioni occasionali anche gli steward che prestano la loro attività per le società sportive professionistiche, a condizione che i compensi dei prestatori non superino i 5.000 euro annui.

circolare_numero_95_del_14-08-2018

Articolo 54-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50. Nuove disposizioni introdotte dalla legge del 27 dicembre 2017, n. 205 per le società sportive di cui alla legge 23 marzo 1981, n. 91

In particolare l’INPS ha spiegato che possono usufruire del regime delle prestazioni occasionali tutte quelle società sportive che per organizzare competizioni sportive nei complessi e negli impianti sportivi, con capienza superiore a 7.500 posti, si avvalgono di personale preposto ovvero gli steward.

Prestazioni occasionali società sportive: come accedere alla procedura

Le società sportive possono accedere alle prestazioni occasionali effettuando le dichiarazioni di prestazioni lavorative tramite le modalità operative previste per il Libretto Famiglia, che consente la comunicazione delle prestazioni lavorative dopo il loro effettivo svolgimento.

In particolare tali società, al termine della prestazione lavorativa, e comunque non oltre il terzo giorno del mese successivo a quello di svolgimento della prestazione stessa, dovranno comunicare tramite la piattaforma telematica INPS o avvalendosi dei servizi di Contact Center messi a disposizione dall’INPS, i dati identificativi dello steward, il luogo di svolgimento della prestazione, il numero di titoli utilizzati per il pagamento della prestazione, la durata della prestazione, l’ambito di svolgimento della prestazione e le altre informazioni per la gestione del rapporto.

L’INPS ha chiarito inoltre che per ogni ora di prestazione lavorativa sono applicati gli obblighi retributivi e contributivi previsti per il Libretto Famiglia di seguito indicati:

  • € 8,00 per il compenso a favore del prestatore;
  • € 1,65 per la contribuzione IVS alla Gestione separata INPS;
  • € 0,25 per il premio assicurativo INAIL;
  • € 0,10 per il finanziamento degli oneri di gestione della prestazione di lavoro occasionale e dell’erogazione del compenso al prestatore.

Le società sportive dovranno effettuare il versamento della provvista per il pagamento delle prestazioni, della contribuzione e degli oneri di gestione tramite il modello F24 Elementi identificativi (ELIDE), indicando i dati identificativi del fruitore e utilizzando la causale “CLOC”, oppure potranno procedere al versamento tramite strumenti di pagamento elettronico con addebito in c/c ovvero su carta di credito/debito.

 

Pubblicato in Normativa, Notizie, Prassi, Utilità | Lascia un commento

Il decreto Di Maio (dignità) pubblicato in G.U. convertito nella Legge 96 del 9-8-2018

DECRETO DIGNITA’ IN GAZZETTA

Pubblicata,  sulla Gazzetta Ufficiale n. 186 dell’11 agosto 2018, la legge n. 96 del 9 agosto 2018, di conversione – con modificazioni – del decreto legge n. 87 del 12 luglio
2018, recante disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese (18G00122)

Per le proroghe ed i rinnovi dei contratti a tempo determinato  i nuovi limiti, previsti, saranno operativi dal 1° novembre 2018.


AIR ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAZIONE

I tecnici dicono anche che per il contrasto al precariato gli indicatori sono insufficienti visto che mancano dati come il “numero di contratti a tempo determinato di
durata superiore ad un anno; variazione del contenzioso in merito alle motivazioni dei rinnovi; numero licenziamenti senza giustificato motivo; ecc. Tali indicatori specifici andrebbero integrati anche con altri indicatori più generali relativi all’andamento del mercato del lavoro quali quelli relativi a occupazione, inoccupazione, ecc”.

decreto dignità tecnici

Ma la parte più interessante sono gli ultimi due paragrafi, nei quali si dice che la relazione “non dà conto dell’impatto sociale ed economico dei provvedimenti sui destinatari”, non dice in quale numero siano, né quali siano i benefici per i lavoratori e le imprese, né parla delle “condizioni giuridiche, organizzative, finanziarie, economiche, sociali e amministrative che possono incidere in modo significativo sulla concreta attuazione dell’intervento e sulla sua efficacia”. Queste carenze informative, avvertono i tecnici di Palazzo Chigi, “possono impedire l’azione di monitoraggio e di valutazione a posteriori dell’intervento”. Fosca Bincher (alias Franco Bechis), che parla del documento sul Tempo, conclude così: “Insomma, Di Maio vorrebbe aiutare i lavoratori precari ma non sa dire bene come e se quel che fa li aiuterà davvero. Non è poco…”.

Pubblicato in Normativa, Notizie | Lascia un commento